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21st Mag 2013 | by: Gaia D Alessandro

Ovvero, come avere fiducia in se stessi.gaia01

Da dove inizio? Bene, togliamoci subito il dente: io non ho mai sognato di scrivere per lavoro, non sono una di quelle che coltivavano l’hobby di carta e penna e, fino a qualche anno fa, pensavo che la mia strada fosse tutt’altra. Certo, mi piaceva mettere nero su bianco i miei pensieri e, sin da piccola, scrivevo storielle con la macchina da scrivere dell’ufficio dei miei genitori, inventavo poesie e disegnavo. Ecco sì, mi son sempre definita una creativa, non una scrittrice…ma forse già lo ero.

Ah, no, quella no: mai avrei pensato che questa sarebbe stata la strada da me intrapresa per caso e poi così amata. I voti dei miei professori mi avevano sempre stroncata: scrittura sintetica, vai subito dritta al punto, non esplori tutte le tematiche…, questi i loro giudizi accanto a quello che, se ben andava, era un 6 (meno, meno, meno…). Non li ho mai contestati e, forse, avevano ragione loro: scrivere in un’ora e quaranta un tema sui problemi adolescenziali o, peggio, su quel determinato canto della divina Commedia, proprio in quei giorni in cui la mia testa volava altrove, mi dava abbastanza fastidio. Poi in matematica e fisica ero molto brava, le lingue mi divertivano e, dunque, a fine liceo ne ero certa: la mia strada non sarà la scrittura, bensì i rapporti con paesi esteri, magari Italia-Francia, con il mio ufficio a Parigi e l’appartamento nel Marais. Ovviamente questo non è successo: non sono diventata una ballerina, come pensavo a 5 anni, né una lattaia, idea fissa dei sette, ma una fiera Web Writer.

E, quindi, come hai iniziato?

Quasi per caso, dopo uno stravolgimento totale della mia vita e delle mie prospettive, mi sono seduta al PC e ho iniziato a redigere testi. Tutti per me, tutti segreti: in fondo, a chi poteva interessare quello avevo da dire? Mai pensiero fu più sbagliato. Credete sempre in voi, ecco il primo utile consiglio!

gaia02La prima collaborazione è arrivata con molta fortuna, ho inviato una mail a un sito, chiedendo se servisse loro qualcuno per scrivere nei vari network, la risposta è stata positiva e io, tra le varie opzioni disponibili, scelsi d’iniziare a scrivere su una delle mie più grandi passioni: i videogiochi.

Pian piano sono arrivate altre collaborazioni, trovate tramite i soliti canali, sono passati periodi di lavoro intenso e momenti di totale sconforto: perché, purtroppo, ben lo sappiamo, il nostro lavoro è così!

E i miei sogni di vivere lungo la Senna? La vita ci riserva tante sorprese e imprevisti, per il momento sfrutto le mie conoscenze d’inglese e francese per tradurre…e ho una Tour Eiffel sempre vicina al mio PC!

E tu, come puoi iniziare?

Sei un’aspirante webwriter e vuoi metterti in gioco? Innanzitutto, non pensare di essere inferiore agli altri: certo, hai tanto da imparare, ma come scrisse Guccini siamo tutti “Eterni studenti, perché la materia di studio  sarebbe infinita e soprattutto perché so di non sapere niente”. Insomma, migliorarsi sempre e apprendere non fa solo parte del nostro lavoro, ma anche della vita di tutti giorni (o, almeno, dovrebbe).

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Pensa, poi, a tutte quelle cose in cui sei davvero bravo, gli argomenti che davvero ti piacciono, e di cui ti senti più ferrato: inizia a scrivere proprio da quelli. Non lanciarti mai nel settore fitness se proprio non riesci nemmeno a varcare la porta della palestra senza farti venire un coccolone al cuore, non scrivere di videogiochi se la console di casa ti sembra un mostro che sputa dischetti: chi ti leggerà sarà quasi sicuramente un appassionato del settore e forse molto più informato di te. E poi ve lo assicuro: scrivere di qualcosa su cui proprio non solo non si sa nulla, ma persino non si capisce niente, è davvero lungo, faticoso e richiede lunghe ricerche, competenze che spesso non si hanno, per un lavoro finale magari solo discreto. Ne vale proprio la pena?

Moretti direbbe, “Io non parlo di cose che non conosco”.

Poi, però, pian piano, presa confidenza con il tuo nuovo lavoro, inizia a espandere i tuoi orizzonti, i tuoi temi, cerca di adattarti alle esigenze dei clienti, non restare forzatamente fisso su una sola sfaccettatura della scrittura.

Ovviamente sempre tenendo a cuore l’idea che, se proprio non capisci nulla di un argomento, evitalo: call option, Hedge Fund e Benchmark non ti dicono nulla? Non sei il solo, ma forse è meglio non andare a redigere approfondimenti economici, che ne pensi?

Photo Credit: Threadless.com

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