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11th Ott 2012 | by: Checcao

 

Sto provando Ommwriter, seguendo il consiglio di Cecilia Sardeo. Devo dire che il primo approccio è positivo, anche se ho scelto una musica che mi fa pensare a un funerale: insomma, suona a morto!

Detto questo, trovo l’applicazione decisamente utile, pulita, in full screen, quindi che toglie ogni tipo di distrazione.

La musica? La musica si può scegliere e infatti adesso la cambio… 😀

La traccia numero 3 mi sembra decisamente più adeguata sia al tipo di lavoro che devo fare che al mio umore.

Bene, adesso l’unica cosa su cui devo concentrarmi è la scrittura: la scrittura vera, quelle che ti porta da qualche parte, quella che ti fa sentire bene. Non che solitamente io non scriva: scrivo moltissimo, scrivo per lavoro, scrivo per la gente e anche per i tanto amati motori di ricerca, ma il mio desiderio è un altro: voglio scrivere per me, voglio scrivere di me.

Non so se a voi è mai capitato: scrivere tanto, anzi, tantissimo per gli altri e rimanere con quella voglia, quel retrogusto amaro che ti fa credere di non aver scritto niente. Come se mancasse sempre qualcosa.

E qualcosa manca: manca il mio e-book, quell’e-book al quale lavoro da tanto tanto tempo e che non riesce a vedere la luce. Quell’e-book che è nato come fosse una idea di marketing vincente e che è rimasto sepolto dai tasti, dalle lettere scritte a caso, dalla Seo, dalla tastiera troppo piccola per scrivere tutto quello che vorrei scrivesse.

E intanto scrivo qui, su Ommwriter e mi sento bene. Mi sento tranquilla, come liberata dagli impegni, dalle menzioni, dai ‘mi piace’ su Facebook che comunque, nonostante mi riproponga sempre di non guardare, è eternamente aperto! Così come ho eternamente aperto Twitter, e non solo uno, Hootsuite e non so più quanti altri preferiti. Ah, per i più curiosi: sì, lavoro con due browser 😀

Tornando al Ommwriter, come lo definisco? Rilassante, pulito, essenziale, in una unica parola: utilissimo. Ti permette di concentrarti solo su quello che devi fare, senza interruzioni, senza mail, senza orologio. Perfetto per chi, come me, è una maga nell’arte del cazzeggio.

E poi questa musica dolce, calma, quasi New age, mi mette di buon’umore, mi fa sentire rilassata, parte integrante della tastiera, del monitor, del mondo. Del mio mondo. Del mondo di una mamma che cerca di realizzarsi nel lavoro, alternando qualche caduta a piccoli successi, alternando la conoscenza di se a quella degli altri, imparando a costruire qualcosa, qualcosa che regga, che dia credibilità.

Insomma, lo scopo di questo post era quello di recensire Ommwriter, ma alla fine non è altro che l’ennesima lettera di sfogo a me stessa, l’ennesima lettera di sfogo che vuol e deve essere condivisa, per sapere se là, fuori da queste righe, dall’altra parte d’Italia, dietro a qualche schermo, c’è un’altra mamma che lavora come me, da casa, con la scrivania in cucina e che gira il sugo mentre parla su Skype. E so che c’è…

Una donna dalla doppia faccia, che sembra uscita dal pubblico de La Prova del Cuoco, ma che all’occorrenza, diventa una professionista, una professionista seria, come forse, sto lentamente diventando io.

Rimane il fatto che Ommwriter lo consiglio a tutti, ma mi raccomando, non fatevi trascinare dalla musica dando sfogo ai vostri pensieri nascosti: lasciate che le parole escano dai vostri polpastrelli con naturalezza, ma rimanendo sempre in tema, ricordate cosa veramente volete scrivere. Non fate come me 😀

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