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15th Dic 2011 | by: Checcao

Foto: turismo.intoscana.it

Solitamente non vado a Firenze. Abito distante, lavoro da casa e quindi non sono tra i fortunati che ogni giorno possono visitare alcuni tra i più bei monumenti del Mondo. Perché Firenze è una delle città più belle del mondo. Questo lo sappiamo tutti.

Alcune volte mi capita di andare a Firenze per incontrare un cliente e mi è capitato anche questa mattina. Ma stavolta tutto era molto diverso: siamo vicini a Natale e l’atmosfera che si respira è veramente magica. Probabilmente come in qualsiasi altra città, ma sapete com’è, Firenze è la mia città.

Non ho girato molto: una passeggiata nei pressi della Stazione di Santa Maria Novella, direzione Piazza Strozzi. Poche persone, quasi nessun mezzo (a parte taxy e autobus) e le più belle vetrine che abbia mai visto. A Milano saranno certamente ancor più curate e innovative…ma quelle di Firenze!

Quelle di Firenze non hanno paragoni. Dalle facciate di Palazzi ultracentenari prendono vita decine e decine di luminarie, dai colori vivaci ed eleganti. Le vetrine si illuminano e i manichini sembrano augurare buone feste. La città è viva. E respira a pieni polmoni.

L’incontro con il cliente è andato bene e mentre rientravo verso la stazione, ho cominciato a pensare al lavoro, al progetto che inizierà tra poco, al fatto che, forse, ce l’ho fatta. E me ne sono resa conto quando sono salita sul treno, con il solito affanno di chi ha sempre paura di perderlo. Perché? Perché mi è venuta in mente l’atmosfera e mi sono resa conto di non averla vissuta. Pensavo al lavoro.

Mi sono persa una bella occasione: quella di vivere Firenze con questa atmosfera. Ho camminato senza guardare e me la sono persa. Ma allora mi domando: quanto tengo a questo lavoro per non aver notato al ritorno quello che all’andata mi ha fatto sognare? Tantissimo. E’ la mia priorità adesso. E voglio che diventi presto una realtà.

E poi mi sono chiesta: non aver ‘visto’ Firenze ha un significato? Significa forse che la mia mente è cambiata e adesso è abituata a pensare come una freelance? Cioè al lavoro e basta? Più o meno. Non che me lo possa permettere: ho una figlia, un marito e un mutuo. Ma purtroppo mi succede sempre più spesso. E qui sorge un’altra domanda: ma i professionisti, quelli veri, le avrebbero viste le luci?

Sarebbero stati catturati dal Natale a Firenze? Oppure avrebbero pensato ossessivamente al lavoro? Insomma, cosa passa per la mente e per il cuore di chi ce l’ha fatta? E nel vostro?

Io intanto Domenica prendo il treno con la mia famiglia e torno a Firenze. E speriamo questa volta di godermela.

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