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17th Mag 2013 | by: Marilisa Dones

Mi presento: sono Marilisa Dones, ho 31 anni e da un paio d’anni scrivo per il web.
Oggi vorrei condividere con te qualcosa che ho imparato dalla lettura di manuali, post, podcast e webinar in tema di content curation.

Content is the king, il contenuto regna sovrano: ce lo hanno detto in tutte le lingue vive e morte del mondo reale e virtuale.
Ma non puoi condividere a casaccio un po’ quello che ti pare, sperando che qualcuno semplicemente “abbocchi”.
E’ necessario architettare una efficace web content strategy personalizzata e per farlo è necessario farti delle domande.

A onor di verità, il post è ispirato al libro Content Marketing di Ann Handley e C.C. Chapman, lettura più che consigliata per chi desidera intraprendere la strada di web writer e/o content specialist.

Ti ricordi la regola (di giornalistica memoria) delle cinque W?
Proprio quella delle 5 domande a cui ogni buon articolo deve poter rispondere per interessare il lettore: chi? cosa? quando? dove? e perché? (in inglese who, what, when, where, why).
Tu mi dirai: “e che caspiterina c’entra il giornalismo con la strategia dei contenuti?”.
Un attimo di pazienza e ci arriviamo…
L’analogia è calzante, infatti una valida content strategy, proprio come il buon vecchio articolo giornalistico, deve raccontare una storia, deve fare cioè storytelling.
La storia, quindi, il contenuto, deve essere attraente e avere una sua utilità oltre che essere usabile e deve dire qualcosa a chi legge, deve far capire di che pasta è fatto il suo interlocutore.
Non so se ho reso l’idea…
E per creare storie che raccontano il nostro brand, prodotto, la nostra azienda, possiamo servirci della regola di cui sopra.
Solo che invece che partire dal chi, dobbiamo cominciare dal Why, dal perché.

 

#Perché?

Ma ‘ndove vai se un perché non ce l’hai? Se non rispondi a questa domanda sei spacciato, in quanto in questa risposta risiede l’origine di tutto: perché creiamo qualcosa? Quali sono i nostri obiettivi?
Ogni strategia che si rispetti ha un suo obiettivo e per prima cosa dobbiamo sovrapporre i nostri obiettivi di business a quelli strategici e coniugarli in maniera armonica. E’ tutta questione di integrazione.
La domanda fondamentale che ci dobbiamo porre infatti è: come integreremo la nostra content strategy con tutte le altre iniziative strategiche aziendali?

 

#Chi

Questo è un problema di identità. Per chi creiamo? Chi è il nostro pubblico? Ma prima di tutto (e tutti): chi siamo noi? siamo una web agency? siamo una azienda che vende aspirapolveri telecomandate?
Dobbiamo individuare il nostro pubblico (ho detto pubblico e non clienti, perché il web non è un mercato, ma uno show), capire a chi ci rivolgiamo. Ma per farlo dobbiamo sapere per filo e per segno il settore a cui intendiamo rivolgerci. Sparare sul mucchio non è mai un’idea geniale. Quando non si ha un bacino di clienti preesistente, il consiglio è quello di fare un vero e proprio identikit del cliente ideale.
Dagli un nome, una professione, cerca di capire quanto tempo trascorre on line e di quali supporti si serve (pc, tablet, mobile). Quindi per esempio se vendiamo aspirapolveri telecomandate sappiamo il nostro cliente ideale sarà un giovane single che ama la tecnologia ed è un po’ scanzafatiche.
Ma soprattutto scopri cosa vogliono i tuoi clienti: vogliono informarsi, si vogliono distrarre? Quanto tempo a disposizione hanno? Cerca di capire se il tipo di persone a cui ti vuoi rivolgere ha giusto il tempo di un caffè o può gustare antipasto, primo, secondo e frutta.

Sappi che sapere cosa vogliono i clienti è l’unico vero modo per mantenere viva l’attenzione. Insomma, dai al tuo pubblico quello che vuole e… sarà amore eterno.

 

#Cosa

Cosa vogliamo ottenere con i contenuti che pubblichiamo? Cosa vogliamo che facciano i nostri clienti?
Tieni presente questo: una content strategy efficace è quella che punta al voler “assistere” i propri clienti, quindi che vuole essere utile. Gli si deve facilitare la vita, in pratica. La mossa vincente è quella di anticipare e rispondere ai loro bisogni, devi diventare autorevole e quindi non devi solo mostrarti come qualcuno che vuole vendere qualcosa. Insomma, immagina che seccatura avere tanti venditori porta a porta che ti propongono offerte imperdibili e uniche! Ritornando all’esempio delle aspirapolveri telecomandate, potresti postare un video in cui si spiega come sostituire in modo corretto il sacchetto o proporre ai vostri clienti di inviarvi dei video in cui usano il vostro prodotto in un modo insolito: potrete montare un video inserendo le scene più divertenti. Se il nostro cliente tipo è un single pasticcione, ne vedrai delle belle!

 

#Quando… e come

Quando e come svilupperemo i nostri contenuti?
Tutto dipende dal budget destinato alla strategia dei contenuti. A seconda di quante risorse economiche, umane e di tempo hai a disposizione, potrai stilare diversi approcci.
Sapendo quanto tempo e denaro sia ha a disposizione, saprai anche come mettere a punto il tuo piano editoriale: pubblicherai un post a settimana sul nostro blog o un contenuto al giorno sulla pagina Facebook o twitteremo 5 volte al dì? O tutte e tre?

 

#Dove

Dove pubblicherai i tuoi contenuti?
Questa domanda è collegata alla precedente, perché il luogo di pubblicazione dipende dal budget. Avrai un sito aziendale, un blog, o solo dei profili social? Se sì quali sono i canali social migliori per il tuo tipo di azienda?
Per esempio, se fornisci servizi B2B, magari può essere più utile avere un profilo Linkedin molto attivo, piuttosto che una pagina fan Facebook a cui non si collega nessuno perché i nostri contatti sono tutti professionali.
A questo proposito: non fare mai l’errore di aprire un profilo per ogni social network esistente se poi non puoi curarlo. Meglio averne uno soltanto ma curato che duecento aperti ogni morte di papa.

 

Bene, se cominci a rispondere a queste 5 domande, hai già posto le basi per creare contenuti interessanti e utili e avrai una chance in più per guadagnare in autorevolezza.
Ma non dimenticare che per poter darti delle risposte sensate dovrai fare un bel lavoro di introspezione e conoscere te stesso o la tua azienda come le tue tasche.

Gnôthi seautón (conosci te stesso) recitava l’Oracolo di Delfi e dopo millenni resta sempre un consiglio più che valido.

 

Che aspetti? Crea!

Nel frattempo ti lascio con questa interessante infografica che svela i 5 step per ideare una grande content strategy. Buon lavoro!

4 Comments

  • Zia Cin ha detto:

    Bel post Marilisa! Molto concreto!
    E, da fan della strategia, sono d’ accordissimo con te. Ne parlavamo anche tempo fa.. io stresso i miei clienti con 1000 domande prima di iniziare il lavoro. A loro spesso sembrano superflue o inutili, ma la verità è che, oggi i media a disposizione sono così tanti che ognuno ha le sue regole, i suoi pubblici, i suoi toni, e bisogna sfruttarli al meglio per raggiungere un target quantomai diversificato. E’ come dire che se faccio contenuti per un’azienda di giocattoli, nello spot parlo con la vocina piccina cretina per attirare l’attenzione dei piccoli, che sono gli utilizzatori del prodotto pubblicizzato. Ma quando lo spot spiega i rivenditori ed il prezzo cambio voce e diventa GRANDE E SERIAAA…per parlare ai genitori che sono coloro che acquisteranno…
    Insomma il discorso è lungo e io sto già facendo da sola il cambio voce per divertirmi..ma siamo d’accordo: Strategia.strategia-strategia!!!
    😉

  • simo_naa ha detto:

    Questo post è da rileggere più e più volte, davvero. Complimenti Marilisa! Quasi quasi lo stampo e lo metto come promemoria sulla scrivania!!

  • […] Come ideare un'efficace web content strategy servendoti della regola giornalistica delle 5 W. Scopri quanto è semplice creare contenuti per i tuoi clienti.  […]

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